Seminiamo la biodiversità: per economia o per civiltà?

Sul Corsera di domenica (5 marzo) Eataly, Slow Food ed Arcoiris hanno impegnato una pagina per annunciare la selezione di 40 varietà di semi tradizionali, frutto della tenacia e della passione dei Contadini Italiani. L’iniziativa è meritoria.

eataly-slow-food-ed-arcoirisQualche mese fa avemmo uno scambio di opinioni (Campania plus e Eataly) sui grani.

In una trasmissione televisiva il patron di Eataly, Oscar Farinetti, esaltava i grani pregiati del Canada e degli Usa, difendendo la scelta di molti produttori di derivati del grano ad acquistarli all’estero per insufficiente produzione italiana.
Contestammo che i grani nordamericani – manipolati geneticamente, ricchi di aflatossine (per motivi ambientali) e di glifosato (per scellerata diserbamento pre-raccolta) – non erano da considerare eccellenze. Infatti numerosi studiosi, anche nordamericani, li considerano i responsabili dell’intolleranza al glutine e della celiachia (assente nel mediterraneo per 10.000 anni). La insufficiente produzione di grano come di altri prodotti per cui l’Italia è famosa nel mondo (vedi canapa) è la conseguenza di diktat e di strumentalizzazioni delle nazioni pre-potenti del mondo.

Sulla pagina di oggi del Corsera si dà importanza alla biodiversità che tra l’altro esalta le varietà gastronomiche, alla coltivazione biologica ed alla passione dei contadini. Passi pure il riferimento, alla fine, all’invito a comprare (trovare) i prodotti presso i negozi di Eataly.

Campania plus (organizzazione no profit) invita sia Eataly che Arcoiris e Slow food a chiarire se questa è una operazione commerciale a fini squisitamente economici o è un rigenerante impegno di civiltà? I nostri antenati (un solo esempio: gli Egizi) riconoscevano le origini divine (li si può anche definire in altri modi) del grano e di tutto ciò che veniva coltivato dall’uomo. In Oriente si esaltava il riso, nelle Americhe il mais, per fare qualche esempio.olio-di-palma
Negli ultimi decenni i contadini italiani stanno cercando di resistere e di sopravvivere, alla men peggio, all’imposizione dei prodotti da cui poi le grandi industrie ricavano il cibo spazzatura, base delle pessime abitudini alimentari e causa di innumerevoli patologie. E’ recente la sconfitta della lobby dell’olio di palma (non ancora delle margarine di palma).

Finalmente si potrà coltivare la canapa: quella italiana, la migliore al mondo.

Sosteniamo da decenni che la natura è il più grande laboratorio di genetica e di biodiversità: da centinaia di milioni di anni. Solo da alcune centinaia di migliaia di anni l’uomo ha sfruttato quello che altrove altri hanno creato. Noi crediamo nella civiltà, nella gioia del vivere e del gustare.

A giugno 2016 abbiamo presentato il progetto Il cuore a tavola (a tavola per il cuore).
E’ cognizione generale che la qualità dei prodotti (ad iniziare dai semi), la rintracciabilità della filiera, la corretta e sapiente trasformazione e combinazione degli ingredienti è fondamentale per la salute umana ed animale (per il gran numero di animali compagni dell’uomo). Sono benemerite queste scelte e queste comunicazioni come impegnarsi non solo a non consumare più terreni fertili, anzi ad incrementare l’uso dei terreni abbandonati ed incolti per sopperire a quelle insufficienze, in primis di grano, di cui in tanti si lamentavano anche nei giorni scorsi.

E poi alla sua salute la natura ci pensa da sola…

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